Hacking Couture

Hacking Couture

Venerdì 16 Ottobre · Dalle 16.15 alle 16.45 · Stage 2

Domenica 18 Ottobre · Dalle 15.30 alle 16.00 · Room 16

Tecnologie ready to wear, Stampanti 3D e Design Parametrico:
Il futuro di una particolare simbiosi nel mondo della Fashion Industry

Nuove modalità di calcolo, attraverso sistemi informatici assistiti di concezione e fabbricazione hanno aperto le porte a nuovi sistemi di ideazione e produzione tanto nel mondo della moda quanto in quello del design. Esploreremo il paradigma della comparsa di tecnologie digitali, nel tentativo di ridefinire il campo d'azione e pratica della moda all'interno di un nuovo spazio di possibilità computazionali e materiali. L'uso di una nuova generazione di software di progettazione consente l'esplorazione sempre più dettagliata dei principi evolutivi che caratterizzano gli organismi viventi. L'attuazione di protocolli generativi, quali algoritmi genetici e tecniche di simulazione biologiche, aprono il varco a campi di indagine senza precedenti.
Il fashion design è ora in grado di avvalersi delle possibilità di generare modelli complessi basati su processi di auto-generazione fisica e digitale in grado di considerare come variabili del proprio design particolari parametri materiali, performativi e responsivi. L'attuazione di questo processo è in grado di ridefinire radicalmente la generazione e la produzione della fashion industry.

L'uso di strumenti computerizzati (CAM) di fabbricazione e produzione hanno promosso lo sviluppo della moda raggiungendo livelli notevole complessità. Questa emergente proto-moda è spesso caratterizzata dall'utilizzo di modalità di calcolo in cui l’utilizzo delle stampanti 3D nella fase di produzione gioca un ruolo decisamente rilevante. Recentemente la designer Katya Leonovich ha incorporato componenti stampati in 3D nel sua collezione Primavera-Estate 2015 durante ilo suo show per la New York's Fashion Week. Vogue ha impiegato una versione realizzata grazie ad una stampante tridimensionale della modella Karlie Kloss nella sua ultima campagna pubblicitaria. Questi sono sintomi del fatto che la 3d printed couture è entrata nella fashion industry per restarci, spingendo oltre i limiti l'immaginazione dei maker-designers. Contemporaneamente, l'impiego di tecniche di mappatura tridimensionale, del design parametrico e di processi di fabbricazione associati all'elaborazione dati arricchiscono e reinventano le possibilità della prototipazione rapida. Analizzeremo le pratiche digitali e sartoriali relative a tali ambiti e saranno presentate strategie che promuovano l'individuo al centro di tale processo.

In concomitanza con queste avanguardistiche tecniche di design e produzione sarà naturale indirizzare la ricerca in direzione della “tecnologizzazione” dei materiali, focalizzando l’attenzione su Fabrication and mapping Technologies applicati al fashion design.

L’industria della moda propone attualmente un approccio olistico interessato tanto alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie legate all’ingegnerie dei tessuti e dei materiali tanto a nuovi concepts di design legati alla modellazione parametrica. Lo sviluppo di tecnologie legate al design consentirà di mappare, utilizzare e connettere i dati ricavati dai diversi input associati allo studio delle qualità performative dei materiali. Ma la questione che resta aperta è: saremo infine capaci di produrre autonomamente un design ready-to-wear che assecondi e reagisca ai nostri gusti, necessità funzionali e morfologie corporali?
Siamo già a conoscenza di algoritmi ottimizzatori in grado di generare lo sviluppo delle superficie attorno a mappature customizzate tridimensionali che consentano al sistema di adattarsi a forme e le performances desiderate. Esploreremo le tecniche e tecnologie orientate verso questa direzione.

Michela MUSTO
Michela MUSTO

Michela Musto è un'artista , architetto e designer. Ha lavorato presso prestigiose firme dell’architettura italiana e internazionale, vantando collaborazioni con come lo studio Foster + Partners di Roma lo studio Pica Ciamarra Associati. Il suo coinvolgimento con il mondo dell'architettura cresce insieme ad un profondo interesse per le scienze computazionali e le tecniche di prototipazione rapida. La sua carriera di stilista emerge dopo i suoi studi presso l'Architectural Association School di Londra. Ricercatrice nell’ambito del rapporto tra moda e morfogenetica, ha insegnato in Iran , Regno Unito e Italia e produce la sua prima collezione per la Maker Faire 2014 a Roma. Docente per l’evento Fashion through History, tenutosi presso l’Università La Sapienza di Roma. Art director dell'Académie d'art et musique di Napoli e curatrice delle sue mostre fotografiche, di arte e design.


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